mercoledì 21 febbraio 2007

Zardo lungo il suo cammino per la vicina città di Orinponte, in cui si stava recando in cerca di lavoro, fece uno strano incontro quella mattina. Lui infatti era giovane e il suo passo veloce, spinto anche dall'ansia da arrivare nelle prime ore del giorno in città e cercare così di accaparrarsi magari anche i posti migliori, daltronte arrivando molto presto in città, gli altri sapendolo venire da un'altra città avrebbero sicuramente pensato che fosse una persona volenterosa e affidabile. Lui stava salendo lungo la strada che fiancheggiava a mezza altezza la collina subito dopo il fiume, detto dell'ignoranza, quando vide pochi metri davanti a se una figura esile e curva su di se la riconobbe immediatamente come quella di un barbone. Il passo lento faceva pensare che potesse essere ubriaco e quindi poco raccomandabile. Giuntogli dietro, Zardo, si fece per superarlo sul margine opposto della strada e mentre lo stava superando questi lo richiamò a se dicendogli con voce bassa, e stranamente dolce: "Ragazzo dove vorresti arrivare con tutta questa fretta che ti ha fatto addirittura cambiare direzione pur di evitare che io ti facessi perdere tempo?" Zardo fece finta di nulla e continuò a camminare con lo sguardo fisso davanti a se anche se con disagio. Il vecchio vedendolo allontanarsi aumento un pò la voce affinchè potesse ancora sentirlo e rincalzò dicendo: "Molti ne ho visti come te, li ho visti andare con un buon cervello ma tempo dopo li ho rincontrati col cuore duro, o peggio senza cervello!" "Tu vai a buttare il tuo buon cibo in un fosso che non fa distinzioni, ti sentirai così stupido che piangerai tutte le sere fino a che non ti confonderai col fosso stesso!" Zardo girandosi e decidendo che in fondo quel vecchio non era pericoloso, solo un pò strano, disse ridendo: "Che intendi vecchio, che forse ci sono posti che non siano fossi?"

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