giovedì 22 febbraio 2007
Il vecchio a questo punto lo congedò dicendogli: "Sovente la maggiorparte delle persone dimentica di usare la gentilezza e la disponibilità, o le usano in modo sbagliato, tu, figliolo sei stato gentile anche con un vecchio e disperato come me, tu sai utilizzare queste armi ben più taglienti delle lame,, tocchi il cuore delle persone senza ferire la carne e senza che gli altri neanche se ne accorgano, per questo esse saranno contente di potersi mettere ai tuoi comandi. Vai pure, presto forse ci rivedremo." Detto questo il vecchio accennò un sorriso malizioso che fece scomparire subito dopo sotto il cappuccio rovinato del suo saio marrone e si appoggiò su una grossa al lato della strada.
Il vecchio rise a sua volte, sempre dolcemente, e aggiunse:"Vedi, un posto vale l'altro, cosa mai cerchi di così sconvolgente per la tua vita?" Zardo questa volta un pò indispettito rispose:"Cosa ne vuole sapere uno che vi ha rinunciato della vita? La vita per me è un gioco dove si vince sempre! Però devi sapere come vincere, e io conosco molti modi! Non temere per me, saprò essere diverso dalla carne da macello che tutti i giorni finisce sotto il peso di questo mondo, non voglio nulla da lui e non gli darò nulla!"aggiunse poi: "A me il mondo piace perchè non ha un senso, chi mai potrà obbligarmi a fare qualcosa se nulla ha un senso?"
mercoledì 21 febbraio 2007
Zardo lungo il suo cammino per la vicina città di Orinponte, in cui si stava recando in cerca di lavoro, fece uno strano incontro quella mattina. Lui infatti era giovane e il suo passo veloce, spinto anche dall'ansia da arrivare nelle prime ore del giorno in città e cercare così di accaparrarsi magari anche i posti migliori, daltronte arrivando molto presto in città, gli altri sapendolo venire da un'altra città avrebbero sicuramente pensato che fosse una persona volenterosa e affidabile. Lui stava salendo lungo la strada che fiancheggiava a mezza altezza la collina subito dopo il fiume, detto dell'ignoranza, quando vide pochi metri davanti a se una figura esile e curva su di se la riconobbe immediatamente come quella di un barbone. Il passo lento faceva pensare che potesse essere ubriaco e quindi poco raccomandabile. Giuntogli dietro, Zardo, si fece per superarlo sul margine opposto della strada e mentre lo stava superando questi lo richiamò a se dicendogli con voce bassa, e stranamente dolce: "Ragazzo dove vorresti arrivare con tutta questa fretta che ti ha fatto addirittura cambiare direzione pur di evitare che io ti facessi perdere tempo?" Zardo fece finta di nulla e continuò a camminare con lo sguardo fisso davanti a se anche se con disagio. Il vecchio vedendolo allontanarsi aumento un pò la voce affinchè potesse ancora sentirlo e rincalzò dicendo: "Molti ne ho visti come te, li ho visti andare con un buon cervello ma tempo dopo li ho rincontrati col cuore duro, o peggio senza cervello!" "Tu vai a buttare il tuo buon cibo in un fosso che non fa distinzioni, ti sentirai così stupido che piangerai tutte le sere fino a che non ti confonderai col fosso stesso!" Zardo girandosi e decidendo che in fondo quel vecchio non era pericoloso, solo un pò strano, disse ridendo: "Che intendi vecchio, che forse ci sono posti che non siano fossi?"
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